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Difese immunitarie, gli 8 falsi miti che non ci proteggono dall’autunno

Dalla vitamina C agli integratori “booster”, fino alle docce fredde, MioDottore fa chiarezza sulle convinzioni più diffuse e sulle abitudini che possono davvero aiutare l’organismo. Con un’attenzione in più quest’anno, dopo una lunga estate segnata dal caldo intenso

Vitamina C appena le temperature iniziano a scendere, integratori per “alzare” rapidamente le difese, docce fredde per allenare il sistema immunitario e tisane detox per tenere lontani i primi malanni. Con l’avvicinarsi dell’autunno tornano puntualmente consigli, rimedi e rituali che promettono di preparare l’organismo alla stagione di raffreddori e influenza. Ma quanto c’è di scientificamente fondato dietro queste convinzioni? E soprattutto, dopo mesi caratterizzati da temperature particolarmente elevate, il passaggio alla stagione autunnale richiede qualche attenzione in più?

MioDottore, piattaforma leader in Italia nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo Docplanner, fa chiarezza sui falsi miti più diffusi e individuare le abitudini che possono realmente contribuire al benessere dell’organismo nei mesi autunnali. Non esistono infatti scorciatoie capaci di “potenziare” il sistema immunitario in pochi giorni. Sonno, alimentazione, movimento, prevenzione e gestione dello stress continuano ad avere un ruolo molto più importante di molti rimedi diventati popolari soprattutto grazie al passaparola e al wellness marketing.

Dall’estate rovente all’autunno, cosa cambia davvero per il nostro organismo

Il passaggio dall’estate all’autunno non “abbassa” automaticamente le difese immunitarie. Il nostro organismo deve però adattarsi a condizioni ambientali e abitudini diverse. Cambiano le temperature, diminuiscono progressivamente le ore di luce, si trascorre più tempo in luoghi chiusi e, con l’arrivo dei primi freddi, tornano a circolare maggiormente diversi virus respiratori.

Quest’anno la transizione può essere percepita in maniera ancora più evidente dopo un periodo prolungato di caldo intenso. Durante le settimane più calde, infatti, l’organismo ha lavorato soprattutto per disperdere calore attraverso meccanismi come sudorazione e vasodilatazione. Se non adeguatamente compensati con riposo e idratazione, caldo eccessivo e temperature elevate possono inoltre aver contribuito ad aumentare la sensazione di affaticamento.

Con l’autunno cambiano anche altri elementi della quotidianità. Le giornate diventano più corte e la diversa esposizione alla luce naturale può influenzare i ritmi circadiani, il sonno e, in alcune persone, anche il tono dell’umore. L’aria progressivamente più fredda e secca, insieme alla successiva accensione dei riscaldamenti, può inoltre favorire la secchezza delle mucose nasali e della pelle.

Anche l’età può incidere sul modo in cui affrontiamo questa transizione. Nei bambini, l’autunno coincide con il ritorno alla scuola e agli ambienti condivisi, aumentando le occasioni di esposizione ai virus respiratori. Una maggiore attenzione può essere necessaria anche nelle persone anziane. Con l’avanzare dell’età i meccanismi di termoregolazione possono diventare meno efficienti e il sistema immunitario va incontro a cambiamenti fisiologici.

Anche l’esposizione alla luce solare tende gradualmente a diminuire. Questo può incidere sulla sintesi cutanea della vitamina D, anche se un’eventuale carenza non può essere stabilita sulla base della semplice stanchezza stagionale e deve essere valutata dal medico quando vi siano indicazioni specifiche.

“Dopo settimane di temperature molto elevate non dobbiamo pensare che il nostro sistema immunitario sia improvvisamente più debole con l’arrivo dell’autunno. È più corretto parlare di una fase di adattamento. Il caldo prolungato può aver favorito disidratazione, alterazioni del sonno e maggiore affaticamento, mentre con l’autunno cambiano rapidamente temperatura, esposizione alla luce e abitudini quotidiane. Questo passaggio può essere percepito in maniera diversa anche in base all’età e alle condizioni individuali. Bambini e anziani, per ragioni differenti, meritano per esempio qualche attenzione in più. In questa fase è quindi più utile ristabilire una buona regolarità di sonno, alimentazione e attività fisica piuttosto che cercare soluzioni miracolose per ‘alzare le difese’ in pochi giorni, spiega il Dott. Giorgio Pulvirenti, medico di medicina generale di MioDottore.

Difese immunitarie, gli 8 falsi miti da lasciarsi alle spalle

  1. “Più vitamina C assumo, meno probabilità ho di prendere il raffreddore”

La vitamina C contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario, ma questo non significa che aumentarne indiscriminatamente l’assunzione protegga automaticamente dal raffreddore. Nelle persone che seguono un’alimentazione equilibrata e non presentano carenze, dosi aggiuntive non rappresentano una barriera contro i virus stagionali. “Più” non significa quindi necessariamente “meglio”, soprattutto quando si parla di micronutrienti.

  1. “Gli integratori booster rafforzano le difese in pochi giorni”

L’idea di poter “accendere” o potenziare rapidamente il sistema immunitario attraverso un singolo prodotto è una semplificazione. Il suo corretto funzionamento dipende da numerosi fattori e si costruisce attraverso comportamenti mantenuti nel tempo. Gli integratori possono essere utili in presenza di specifiche carenze o necessità individuate dal professionista, ma non sostituiscono sonno, alimentazione equilibrata e movimento.

  1. “Le docce fredde allenano il sistema immunitario”

L’esposizione al freddo viene spesso presentata come una sorta di allenamento delle difese. Alcuni studi hanno indagato possibili effetti delle docce fredde sul benessere, sulla risposta fisiologica allo stress o sulla percezione dell’energia, ma le evidenze non consentono di considerarle una strategia consolidata per prevenire raffreddori, influenza o altre infezioni respiratorie.

  1. “Per non ammalarsi è meglio stare al chiuso”

Con l’arrivo dei primi freddi tendiamo naturalmente a trascorrere più tempo in casa, negli uffici e nei luoghi chiusi. Ma proprio la permanenza prolungata in ambienti affollati e scarsamente ventilati può facilitare la trasmissione di alcuni virus respiratori. Il ricambio dell’aria rimane quindi una buona abitudine anche quando le temperature iniziano a scendere.

  1. “Chi non si ammala mai ha un sistema immunitario più forte”

La frequenza con cui una persona contrae un’infezione non rappresenta da sola una misura dell’efficienza del suo sistema immunitario. Entrano in gioco l’esposizione ai virus, l’età, le condizioni individuali, le vaccinazioni, le abitudini quotidiane e numerosi altri fattori. Allo stesso modo, avere occasionalmente un raffreddore o un’infezione respiratoria non significa necessariamente avere “difese basse”.

“Parlare genericamente di difese ‘alte’ o ‘basse’ è una semplificazione che rischia di creare aspettative sbagliate. La risposta immunitaria è estremamente complessa e cambia nel corso della vita. Nei bambini il sistema immunitario è ancora in una fase di maturazione e la maggiore frequenza di alcune infezioni è spesso legata anche all’elevata esposizione a scuola e negli ambienti condivisi. Con l’avanzare dell’età, invece, la risposta immunitaria va incontro a modificazioni fisiologiche e possono entrare in gioco patologie croniche e terapie. Anche sesso biologico e fattori ormonali contribuiscono a modulare alcune risposte immunitarie, ma non possiamo tradurre tutto questo nell’idea semplicistica che una categoria abbia difese più forti di un’altra, sottolinea il Dott. Pulvirenti

  1. “È il freddo a farci venire il raffreddore”

Il nome può trarre in inganno. Il raffreddore è provocato da virus, non direttamente dalle basse temperature. Il periodo freddo può però creare condizioni che ne facilitano la diffusione. Passiamo più tempo insieme in ambienti chiusi e alcuni virus respiratori circolano più facilmente in determinate condizioni ambientali. Anche le mucose delle vie respiratorie possono risentire dell’aria fredda e secca. Coprirsi è quindi utile per il comfort e per proteggersi dalle basse temperature, ma cappotto e sciarpa non costituiscono di per sé uno “scudo” contro i virus.

  1. “Mal di gola e naso che cola? Serve l’antibiotico”

È uno dei falsi miti più importanti da contrastare. Molte comuni infezioni delle vie respiratorie sono di origine virale e gli antibiotici agiscono contro i batteri, non contro i virus. Assumerli quando non servono non accelera la guarigione e contribuisce al problema dell’antimicrobico-resistenza. La necessità di una terapia antibiotica deve quindi essere valutata dal medico sulla base del quadro clinico.

  1. “Tisane e acqua calda disintossicano l’organismo e prevengono i malanni”

Bere a sufficienza è importante e una bevanda calda può risultare piacevole e dare sollievo, soprattutto in presenza di alcuni disturbi delle vie respiratorie. Diverso è attribuirle proprietà “detox” o preventive che non sono state dimostrate. L’organismo possiede già sistemi deputati all’eliminazione delle sostanze di scarto e nessuna tisana può garantire di evitare raffreddore o influenza.

Niente formule magiche. Le difese si costruiscono nelle abitudini quotidiane

Se non esiste il super-integratore capace di prepararci all’autunno in pochi giorni, esistono invece comportamenti molto meno spettacolari ma decisamente più importanti per il benessere generale. Uno dei primi riguarda il sonno. Dormire con regolarità e per un numero di ore adeguato alle proprie esigenze contribuisce al corretto funzionamento di numerosi processi fisiologici, compresi quelli legati alla risposta immunitaria. Il cambio di stagione può essere quindi un buon momento per recuperare una routine più regolare, soprattutto dopo i ritmi spesso diversi dell’estate. Altrettanto importante è mantenersi fisicamente attivi. Non occorrono allenamenti estremi. Un’attività moderata e costante, adeguata alle proprie condizioni di salute, rappresenta una delle abitudini associate a maggiori benefici nel lungo periodo. A tavola, invece, meglio diffidare del concetto di “superfood”. Nessun singolo alimento è in grado di rafforzare da solo il sistema immunitario. È la varietà dell’alimentazione nel suo complesso, con un apporto adeguato di frutta, verdura, proteine e altri nutrienti, a fare la differenza.

C’è poi un elemento spesso sottovalutato nel rientro autunnale, lo stress. Il ritorno alla piena routine lavorativa e scolastica, gli impegni che aumentano e il cambiamento dei ritmi possono incidere sulla qualità del sonno e sul benessere psicofisico. Recuperare gradualmente una quotidianità sostenibile può essere più utile della ricerca dell’ennesimo prodotto “booster”. Infine, prevenzione significa anche ricorrere agli strumenti per i quali esistono indicazioni ed evidenze consolidate. Tra questi rientra la vaccinazione antinfluenzale, raccomandata in particolare alle categorie individuate dalle autorità sanitarie secondo le indicazioni previste per la stagione.

Il vero “booster” per l’autunno è la prevenzione

La tentazione di cercare una soluzione immediata è comprensibile, soprattutto quando stanchezza, primi raffreddori e giornate più corte arrivano contemporaneamente. Ma il sistema immunitario è estremamente più complesso di quanto suggerisca la promessa di un prodotto capace di “rafforzare” rapidamente. Il passaggio all’autunno diventa così anche l’occasione per cambiare prospettiva. Più che cercare di “potenziare” le difese con formule rapide, può essere utile aiutare l’organismo a ritrovare progressivamente equilibrio dopo l’estate, tornando a ritmi regolari e affidandosi alla prevenzione e al consiglio medico quando necessario.

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